#TA14, tornano i Premi di Twitter: puppa! set17

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#TA14, tornano i Premi di Twitter: puppa!

L’11 ottobre 2014 tornano i #TA14, http://www.tawards.it/. Questa volta a Bologna, caput Mundi.
Per chi ancora non li conoscesse sono i “Premi di Twitter“.

staff-laghettoE per chi ancora non l’avesse capito, si tratta di una bella manifestazione goliardica nata per gioco nel 2010 dalle menti di Rudy Bandiera, Luca Conti, Davide Licordari, Claudio Gagliardini, Riccardo Scandellari, Stefano Forzoni e Andrea Antoni. Sono quattro anni che questi appena citati ripetono le stesse parole: “Questo evento non ha nessun legame ufficiale o ufficioso con Twitter, non è una sua emanazione a nessun titolo e nessuno dei suoi organizzatori ha rapporti diretti con Twitter”. Per chi volesse approfondire, leggetevi cosa sono i #TA14 qui: http://www.tawards.it/cosa-sono-i-ta. I vincitori, così come gli organizzatori, non ci guadagnano niente: è solo una festa. Punto. O meglio, sarebbe bello poter dire Punto.

Perché ovviamente si ripeterà il valzer delle polemiche, già lo so.
Ovviamente c’è chi guarda con scetticismo e fastidio, che dire.
E ovviamente ci sarà qualcuno che darà aria alla bocca, ecco.

Quindi vi risparmio tutto e anticipo chiunque voglia provarci:

  • I TA sono una cagata che serve solo per nutrire il proprio ego: può darsi di sì e può darsi di no, ma nel dubbio spogliati di tutti i tuoi averi, indossa un saio di canapa e vai per le strade del Mondo ad aiutare il prossimo. Ma ricorda: mai fare del bene se non sopporti l’ingratitudine.
  • Gli organizzatori ci fanno dei gran soldi: certo, sono quattro anni che lo fanno e sono così pieni di quattrini che hanno evidentemente smesso di lavorare. Davide Licordari vive in un loft a Manhattan, ma fa finta di stare in un appartamentino a Torino. Vamolà, pure la rima ti ho fatto. Gratuitamente.
  • Ai TA partecipano i soliti che si fanno le marchette da soli: sì, sono una lobby fortissima che governa banche, governi e società. Dietro l’11 settembre c’è Rudy Bandiera, altro che Bin Laden o la CIA. Tu ci hai visto lungo. Peccato che nessuno ti ascolti davvero. Attenzione ai rettiliani.
  • Vince chi si fa votare dagli account fake: ovvio, perché c’è chi ha tempo, soldi e voglia di vincere per salire sul palco e sparare due vaccate.
  • Non è vero che non si vince niente, ci sono soldi sottobanco: Ah, giusto, per finanziare lo S.H.I.E.L.D. (Strategic Hazard Intervention, Espionage Logistics Directorate) e creare nuovi adepti.
  • Non si vince nulla, ma c’è chi se ne bulla: se vinco qualcosa, giuro che chiamo tutti  i parenti e mi tatuo un grosso “Puppa” sulle spalle.
  • Sono tutti degli sfigati che hanno tempo da perdere: può essere. Quindi a te che cazzo te ne frega?
  • Twitter non è una gara: ovvio che no. I TA14 sono una festa, niente più. Hai altre perle?
  • Io non partecipo perché tanto non posso vincere: Sapevo che avresti avuto un’altra perla, grazie. Ricordami di non invitarti mai a un aperitivo se prima non istituisco una gara per il rutto più potente e mi assicuro che tu possa vincere.
  • Vincono sempre gli stessi: non cambia mai nulla, il governo è una merda, le banche stanno uccidendo l’economia, non c’è lavoro, maledette scie chimiche, perché nessuno si ribella?!1! Facciamo la rivoluzione!!1!1!!1!
  • Siete degli ingenui, tutto questo serve per portare traffico ai loro siti: AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAH! Ah. Dicevi sul serio?
  • I TA rovinano il lavoro di chi prende sul serio il web: eccerto, perché i manager vedono i TA, le stronzate che vengono fuori e si innamorano, consegnando così progetti multimilionari agli organizzatori e alla cricca degli amici loro. Tagliando fuori invece i veri professionisti.

Ok, credo di aver concluso.
Anche se so per certo che ci sarà chi la prenderà sul personale.

Vorrei dire “Mi dispiace”, ma nella realtà nella mia mente spunta solo un “Puppa”. Perché se non capite che si tratta solo di una festa, allora non so che dirvi di più. Potete partecipare o snobbarla, tutto qua. Anche perché le polemiche le ho già elencate tutte io.

E ora votate o andate in pace.

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