#SelvaggiaNonMentire: Youtubers Vs VIP Vs Resto Del Mondo. E io rido

Ieri notte è iniziata una guerra che oggi continua, ma che nel frattempo si è trasformata nell’alba del giorno dopo. Parlo di #SelvaggiaNonMentire e di tutto quello che si porta dietro, ossia malumori, grida nel deserto e tante risate. Le ultime sono solo da parte mia e di pochi altri, credo. So già che quanto sto per dire potrebbe far discutere e causare maggior turbamento nella forza, ma non ce la faccio, è più forte di me. O forse saranno solo le scie chimiche, chi lo sa.

RLiDRX5Facciamo un piccolo resoconto, individuando attori e attrici della vicenda:

  1. Se non sapete chi sia Francesco Sole, non preoccupatevi, è normale. Vi basti sapere che è il “ragazzo della porta accanto” degli anni ’90. Nel senso che ci è nato. E che è diventato “famoso” per i video su youtube. Qui si apre il problema.
  2. Se non sapete chi sia Francesco Facchinetti, dai, è quello che cantava Capitan Uncino, che si faceva chiamare DJ Francesco e poi solo Francesco perché ha visto la luce. Un po’ come Cat Stevens che poi è diventato Yusuf Islam. Quello che è anche il figlio del tastierista dei Pooh e che – su Wikipedia – “ha quote in 20 società sparse per il mondo e ha un patrimonio stimato intorno ai 50 milioni di euro”. Quello che ha lanciato Frank Matano, Angelo Duro, Chiara Biasi, Mariano Di Vaio e, vamolà, Francesco Sole.
  3. Se non sapete chi sia Selvaggia Lucarelli, vabbè, ma in che Mondo vivete? Dai, chiudete questa pagina e occupatevi di cose serie. Tipo leggere un libro. Magari proprio quello di – vamolà 2, la vendetta – Francesco Sole.
  4. Se non sapete chi siano Frank Matano, Angelo Duro, Chiara Biasi e Mariano Di Vaio, non c’è problema, anzi, se li conoscete ditemelo, che io non so chi siano e sto valutando l’idea di leggere un libro o chiedere una partecipazione alle 20 società di Facchinetti.
  5. Se non sapete chi sia Claudio di Biagio, dellimellow e gli youtubers in generale, diciamo che sono persone che fanno video su youtube: alcuni si guadagnano da vivere con la pubblicità, altri con le sponsorizzazioni, altri ancora muoiono di fame. Come qualsiasi libero professionista, insomma.

Torniamo a noi.
Le vicende si possono raccontare facilmente. Anticipo che qui potete avere un rapido riassunto, ma se volete un approfondimento del risentimento non tanto su Francesco Sole, quanto sulla becera industria del marketing leggeteTutti contro Francesco Sole e Facchinetti“. E adesso comincio a ridere, lo ammetto. Perché SelvaggiaNonMentire è diventato più di un hashtag: è quasi il simbolo della lotta del proletariato contro il capitalismo imperante.

Per chiarire tutta la questione utilizzerò la favola di un amico: “Siedi sulle mie ginocchia che ti racconto una fiaba: c’era una volta uno youtuber senza qualità che realizza un video banalotto su “whatsapp se fosse nella vita reale“. Nel breve volgere di un attimo fa pubblicità in tv e conduce un programma di quelli tipo la Corrida. Chiunque sia dotato di un cervello capisce che è tutto marketing, ma visto che siamo in Italia se ne accorgono in 5. Poi l’utile idiota scrive un libro che viene markettato dalla Lucarelli e da Facchinetti. La gente fa 2+2 indaga un po’ e si scopre, per stessa ammissione dei geniali demiurghi, che si tratta di una trovata pubblicitaria ideata dai suddetti Facchinetti e Lucarelli. Poi è tutto un lanciare hashtag disgustati e popolo del ueb che si indigna“.

In questo carrozzone di eventi c’è così tanta ingenuità che mi sto commuovendo.

gay_ingenuiAmmetto che questo aggiornamento sia un po’ colorito, ma in linea generale le cose sono andate così.

Claudio Di Biagio è una di quelle “webstar” che ho sempre apprezzato, insieme alla – chiamiamola – prima generazione di youtubers che hanno deciso di investire sulla propria figura e sulle proprie forze. C’è a chi è andata meglio di altri: Guglielmo Scilla ha fatto un film e una trasmissione su Radio Deejay, i Jackal – che letteralmente adoro – ne hanno fatte mille e ne fanno miliardi, lo stesso Di Biagio sta cavalcando l’onda delle sponsorizzazioni.

Quello che ha fatto “insorgere” molti utenti è il fatto che Francesco Sole sia stato fatto passare come una persona genuina che con le sue scarpette chicco ha fatto tanta strada, piacendo alla gente in modo naturale. Quando invece è un “prodotto” studiato a tavolino da una delle 20 società di Facchinetti. Ecco allora che l’Internet si sdegna e alla promozione del nuovo libro di Sole sul profilo personale della Lucarelli seguono i tumulti virtuali:

  • Non dovete prenderci per il culo!
  • Il web si è stancato della falsità!
  • C’è gente che si è fatta due coglioni così per anni, non ci stiamo più, non stiamo più in un discorso che concerne una falsità della comunicazione vuota che si fa sui social“.

 

Qual è quindi il punto? Il solito: in Italia c’è chi si fa il culo a fette per diventare qualcuno (e solo a volte ci riesce), mentre dall’altra parte della barricata c’è chi nasce con la pappina pronta. Ah, buona l’acqua calda! Chiariamoci: sono perfettamente convinto che persone come Claudio e compagnia bella siano più brave, originali e divertenti di tutti i Francesco Sole, che per me è solo la copia di mille riassunti o, per citare altri youtubers che stimo, “dozzinale qualunquismo“. Ma allo stesso tempo mi viene da chiedere: dove cazzo avete vissuto fino a oggi?

Dellimellow, nel suo video, dice: “La rete e gli influencer della Rete, gli Youtuber, NOI rifiutiamo questa imposizione del mondo televisivo su una piattaforma nata libera che ha come sottotitolo ‘Youtube Broadcast Yourself’ (trasmettiti). Ecco, quello che noi non accettiamo è l’invasione, l’arroganza e la prepotenza di imporci un prodotto, non un artista, non una persona, ma un prodotto, un progetto, una cosa che è Francesco Sole”.

E qua parte la mia – amara – risata.

Seguendo lo stesso ragionamento (trasparenza, sacrificio, umiltà e tante belle cose), avremmo dovuto e dovremmo quindi:

  • Boicottare Fabio Volo sin dalle elementari
  • Dare fuoco a Melissa P stile rogo delle streghe
  • Fare la rivoluzione in Italia e prenderci il Parlamento!

Mi dispiace deludere coloro che vivono ancora nel mondo degli orsetti cucciolosi, ma il marketing è far credere alle persone qualcosa. Ecco svelato il mistero. Non parliamo di etica, che se dovessi toccare questo tasto allora dovrei smontare il discorso di Claudio Di Biagio sin dal primo minuto: se hai un tuo canale youtube allora non puoi farmi la pubblicità alle patatine. Mi stai vendendo delle patatine! A me che ti guardo solo perché mi piaci! Io non ci sto, io voglio solo contenuti originali e non voglio neanche pagarli. Dai, per favore.

Francesco Sole è sicuramente un prodotto del marketing e sono stati anche bravi a darla a bere a tutti. Ma è come una promessa elettorale, un brutto libro o semplicemente credere a una qualunque persona: se ci credi e vieni deluso, è tutta colpa degli altri? O magari un po’ di sana autocritica ti farebbe meglio di una “rosicata”? In Italia preferiamo urlare allo scandalo, ecco. E non mi voglio neanche introdurre nella tela assassina della comunicazione sui social network, perché potrei demolire definitivamente il mondo degli orsetti cucciolosi che a qualcuno piace così tanto.

Non mi sto schierando dalla parte di nessuno, la mia vuole essere una riflessione super partes. La verità è che tutti ci arrabbiamo quando vediamo passare avanti a noi qualcuno che reputiamo non se lo merita. È il teorema della coda al bar: aspetta il tuo turno e se mi sorpassi dovrei avere il diritto di massacrarti. Io lo trovo più che giusto e firmerei anche per un referendum che legittimasse il massacro, ma so che questo capiterà solo nel mio personalissimo mondo degli orsetti cucciolosi. Il punto è che non c’è nulla di nuovo all’orizzonte e che queste le trovo energie sprecate.

Piuttosto che inveire contro Lucarelli e Facchinetti perché non scendere tutti in piazza e dare libero sfogo a una guerra civile contro la corruzione? Sapete che l’Italia è prima in Europa nella classifica dei corrotti? Magari sarebbe l’ora di finirla pure con Mafia Capitale, con l’IVA in rialzo annuale e con un numero di parlamentari tendente a più infinito. Oppure basterebbe indignarsi per la maleducazione di tutti i giorni, di quelli che lasciano la spazzatura per strada o che manco fanno sedere una vecchietta sull’autobus.

Ma siamo in Italia e quindi è più facile occuparsi del proprio giardino, sempre e comunque. Anche a costo di scaldare l’acqua e capire che i social network sono la palude ideale per le genesi del marketing.

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