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Delle donne pugnetta e degli uomini sfrittellacazzi

[Attenzione: contenuto esplicito] Siamo in estate, nascono e appassiscono amori. Ma trovarsi insieme a una donna pugnetta o con uomo sfrittellacazzi è un attimo… e sono piccole tragedie. Mi scuso anticipatamente se urterò la sensibilità di qualcuno, ma sappiatelo: avete la coda di paglia.

Prima di tutto diamo qualche veloce definizione: la donna pugnetta è quel tipo di donna che deve rimanere sempre al centro dell’attenzione, che ha ragione fondamentalmente su tutto, contraddittoria, possessiva e fintamente volubile. In certe regioni italiane viene chiamata anche scassaballe. Ora fermatevi due minuti e pensate ai vostri contatti: solo con queste poche parole, voi avete già minimo tre nomi in testa. L’uomo sfrittellacazzi è invece l’esemplare maschio che può condividere queste caratteristiche, ma unisce vittimismo e gelosia, una combinazione che risulta micidiale se allarghiamo alla Tuttologia, di cui lui è insignito Dottore da poteri divini. In certe culture è raffigurato come un gatto attaccato ai maroni. Ora chiudete gli occhi e pensate a questa descrizione: se li riaprite e pensate al vostro compagno, ho una brutta notizia per voi.

Ma perché scrivere di questo? Che senso ha? Presto detto: siamo in estate, territorio oscuro dove sbocciano nuovi amori e se ne chiudono tanti altri. Statisticamente è un discorso sensato, insomma. E quindi?, direte voi. E quindi la rubrica è mia e ci faccio quello che voglio, sarete mica donne pugnetta o uomini sfrittellacazzi? Che mi dicono dalla regia che questi termini volgari non dovrei neanche usarli. Lo so, lo so… ma rendono bene l’idea, anche in versione onomatopeica. Scandite ad alta voce queste espressioni e vi accorgerete che ho ragione. Ecco, il succo sta nel capire ed evitare questi soggetti. O scoprire di essere effettivamente così e cominciare a migliorarsi, vamolà.

Che lo sento nelle storie degli amici, lo vedo tra i tweet e gli updates, lo annuso per le strade della città: c’è tanto bisogno di amore, così tanto che spesso si trasforma in egoismo e facili illusioni. Io non sono nessuno, eh. Lo preciso, prima che qualcuno abbia la brillante idea di darmi dello sfrittellacazzi. Io osservo e rifletto, adoro guardare la gente e ascoltare storie, fa parte del mio lavoro e delle mie golose abitudini. Se poi ne convenite, bene. Se non siete d’accordo, tanto meglio. Per me, intendo. Così la smetto di parlare da solo e mi sento meno matto.

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