Caro Signor Monti: lettera di un popolo sovrano. Dimenticato

Caro Signor Monti: lettera di un popolo sovrano. Dimenticato.Caro Signor Monti,

posso chiamarLa Mario? Si sa che su Internet siamo tutti un po’ più vicini. Signor Mario è più confidenziale, ma non voglio essere invasivo o irrispettoso. Solo che è un bel nome, mi ricorda Mario Rossi, una sorta di italiano comune, simpatico a tutti. Permetta che mi presenti: mi chiamo Matteo e sono uno dei tanti suoi connazionali delusi e amareggiati dalla politica, così pesantemente colpita da corruzione e superficialità. Ho 30 anni, faccio parte di una generazione un po’ allo sbando, me ne rendo conto, ma nel mio piccolo cerco di fare qualcosa di buono. È uscito fuori che il posto fisso è monotono e io le ho dato ascolto: avevo un contratto a tempo indeterminato, mi sono licenziato e ho aperto partita IVA. A regime dei minimi, mica mi voglio montare la testa… testa che per molte ragioni la gente ha pensato avessi perso con questa scelta. A partire dal mio capo che sibillò un “Tu sei pazzo” firmando le dimissioni. Ma io non demordo, seguo i suoi consigli. Ora sto anche cercando casa e sto per andare a vivere con un amico, mica voglio fare il bamboccione. Non mi posso permettere un monolocale, ma una condivisione di un appartamento sì, dai. Stringerò la cinghia e mangerò una volta al giorno, magari, ma ecco, ho 30 anni, bisogna pur crescere. O almeno provarci. Si fa così?

Le racconto tutto questo per permetterLe di inquadrare un po’ la situazione. Lei mi è stato presentato come un Tecnico e da quello che vedo nessuno ne dice bene o male: semplicemente c’è, è un Tecnico, sicuramente ne sa. Non è una cattiveria, mi perdoni, ma un dato di fatto. Lei e il suo Governo siete stati imposti agli italiani: c’è chi l’ha presa bene, chi male, chi Vabbè, vediamo quello che succede. Nel frattempo la disoccupazione giovanile è arrivata al 32,2% (tra i 15 e i 34 anni), un +25,3% solo negli ultimi 4 anni. Io lavoro sodo, eh, quindi sono uno dei pochi fortunati. Un fortunato pazzo, forse. O magari uno che ha sfruttato capacità e occasioni, veda Lei. Ma a parte i giovani, saprà di certo in che stato versano gli esodati, i pensionati oppure gli stessi imprenditori di tante PMI che sono la linfa vitale dell’Italia. Senza poi contare gli artigiani, i coltivatori o gli operai. Siamo tutti sulla stessa barca, so che Lei è una persona intelligente e questo lo sa benissimo. Mi domando, però, se alla notte riesce a dormire bene. Ad avere questo peso sulle spalle, io impazzirei, probabilmente. Pensi che ultimamente ho piccole crisi di panico in autostrada… sarà il prezzo dei carburanti o il fatto che ogni tanto mi domando se avrò un futuro stabile.

Non passa un giorno che Guardia di Finanza, Carabinieri o Polizia stanano qualche evasore o corrotto, politico o meno. Tanti, tantissimi soldi che girano nelle tasche dei soliti furbetti o mafiosi che dir si voglia. La disaffezione politica è ai massimi storici, la gente non sa per chi votare e un comico – si rende conto? – ha maggior credibilità di tanti altri che sono cresciuti tra le poltrone del Parlamento. In mezzo a tutto questo sfacelo, a pochi mesi dall’attivazione della mia p.IVA ho subito un controllo. Si figuri, non ho avuto problemi perché sono una persona onesta e non hanno trovato nulla di irregolare. Mi lasci dire però che è stato frustrante, trovarmi in mezzo all’Agenzia Delle Entrate come fosse la Santa Inquisizione ed io un possibile stregone da linciare. Il clima è questo. Ah, dimenticavo, ho anche pagato l’uscita della mia commercialista: 150 euro per presenziare con me due ore in quella sorta di tribunale asettico. Sono soldi, Signor Mario, non caramelle.

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